Il restauro della Torre e della Rocca

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Il progetto di restauro della Torre e della Rocca è stato messo a punto e diretto dall'architetto Simonetta Bracciali e ha avuto inizio nel 1986 con i primi interventi che hanno risposto alla necessità di eliminare uno stato di pericolosità al paramento della Rocca che minacciava crolli.

Da allora vi è stato un riconoscimento ed una riappropriazione da parte degli Amministratori di questo "monumento" che, avendo ormai perduto qualsiasi funzione tranne quella di alloggiare al proprio interno il deposito dell'acqua ad uso del paese, era rimasto per secoli un "monumento ingombrante", ostile ed elemento di pericolosità.

Si è cominciato, attraverso la sua storia a riconsiderarne l'importanza, sia come testimonianza di un passato glorioso, sia come potenzialità futura.

Le indagini storiche fin qui svolte hanno portato ad interessanti ricostruzioni, ma ancora molto dovrà essere approfondito; dovrà essere ulteriormente studiata la presenza di camminamenti sotterranei che potrebbero portarci ad individuare sistemi di collegamento con l'esterno (vd. Foto 5,6,7,8).

Il progetto di consolidamento, restauro, conservazione e valorizzazione del castello di Marciano della Chiana è stato messo a punto per partecipare al "Bando di Accesso ai Finanziamenti" indetto dalla regione Toscana nel settembre 2002 all'interno del progetto "Toscana museo diffuso" e che ha consentito anche alla Val di Chiana di ricevere un contributo per valorizzare il proprio territorio e le proprie testimonianze storico artistiche.

Il progetto di completamento del restauro e riuso proposto è frutto di un lavoro di diversi anni di indagine, di riflessione e di progettazione, al quale hanno partecipato, ciascuno con proprie specifiche competenze e professionalità, diversi tecnici, storici e archeologi. E' un progetto in cui i momenti della riutilizzazione e della valorizzazione assumono un ruolo preminente rispetto all'esigenza del mero recupero. Le "testimonianze del passato" diventano luoghi attivi del presente, il "reperto" diviene un monumento vivo e da vivere.

Dai primi interventi per eliminare lo stato di pericolosità del paramento della Rocca, che minacciava crolli: sono state eseguite opere di puntellamento delle due pareti ed è stato eseguito un attento rilievo che ha messo in luce il pessimo stato di conservazione della Rocca stessa, della Torre e della Porta di accesso. Nelle pareti a cortina della Rocca erano presenti fessurazioni passanti l'intera massa muraria, oltre che veleggiamenti, rotazioni ed un avanzato processo di ruderizzazione. Dopo più ipotesi d'intervento si è scelto di procedere con il consolidamento delle quattro pareti e parallelamente, all'interno, sono iniziate le operazioni di scavo archeologico per l'individuazione dei "piani di vita" storici e delle strutture murarie interrate. Anche la parte terminale della Torre si presentava particolarmente dissestata. Ciò era dovuto, oltre che ad eventi bellici, alla mancanza di alcuni beccatelli, al distacco di porzioni lapidee, a infiltrazioni d'acqua e ad un incauto smontaggio della parte terminale che aveva provocato un indebolimento della massa muraria di sommità. La delicata situazione ha richiesto di mettere a punto un progetto puntuale per il restauro del coronamento, mettendo in opera ponteggi, tutto intorno, con lo scopo di imbracare i conci di pietra. Per la Rocca è stato previsto un recupero come spazio coperto: i quattro prospetti hanno conservato l'aspetto di rudere ed è stata inserita una copertura in rame che non è visibile dal di fuori, salvaguardando l'immagine esterna. La copertura così studiata rappresenta un elemento innovativo del progetto, che non altera però l'impatto estetico-ambientale; la struttura possiede caratteristiche di una totale ed effettiva reversibilità, nonché una compatibilità estetica ed architettonica con il monumento.

Per la migliore utilizzazione dell'ampio spazio coperto si è proceduto allo sbancamento all'interno della Rocca, per creare un nuovo ambiente. Durante tale operazione non sono state individuate tracce di costruzioni precedenti.

Nella parte retrostante della Rocca è già stata realizzata l'uscita di sicurezza, che risulta essere poco invasiva, sia all'interno che all'esterno della Collina con percorsi pedonali anche per portatori di handicap.

Con l'inizio dei lavori di restauro il primo impulso è stato quello di intervenire sul monumento conservando l'aspetto di rudere con il suo misterioso fascino e ci siamo preoccupati di mantenere in essere i brandelli di muro e le pietre ricche di storia: nel toccarle avevamo l'impressione di aprire un manoscritto da cui emergevano avvenimenti e dati storici sepolti per secoli. Con piacere abbiamo osservato che da parte della popolazione vi è stato un riconoscimento ed una riappropriazione di questo "monumento", rimasto per secoli ingombrante, ostile ed elemento di pericolosità. Si è cominciato a riconsiderarne l'importanza come testimonianza di un passato glorioso e come una potenzialità futura.

Anche la Torre rivelò nella zona più alta un forte dissesto, in parte dovuto ai danneggiamenti di tipo bellico, in parte imputabile ad un incauto smontaggio diretto ad eliminare murature di sommità. L'assenza di molti beccatelli e di porzioni del coronamento, aveva permesso agli agenti atmosferici, in particolare all'acqua piovana, di infiltrarsi e di esercitare la propria azione corrosiva e distruttrice nel modo più ampio, causando un indebolimento della massa muraria di sommità.

Il progetto di restauro della Torre ha previsto la ricostruzione di alcuni beccatelli ridando al coronamento, sia per motivi estetici che per motivi strutturali(foto 4).

Nella Torre, che era stata alterata negli anni Cinquanta con la rimozione di un solaio originale per ubicarvi il deposito pubblico dell'acqua in cemento armato, è stata effettuata la demolizione del corpo intrusivo e il ripristino dell'antico solaio.

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